DILETTANTI SADOMASO - seconda parte

DILETTANTI SADOMASO - seconda parte

Rosita ha preso dalla famosa valigia una bottiglia di vino rosè da 75 cl. e un frustino per cavalli, si è seduta a gambe aperte sul pavimento insieme a Consuelo, e ha versato il liquido lentamente tra le loro tette, in modo che scendesse e bagnasse le rispettive vagine. Poi ci ha frustato, ordinandoci di strisciare e leccare il vino e le loro fighe.
Dopotutto, loro ci avevano sbocchinato, perciò la richiesta era giustificata e noi, con assoluta obbedienza, siamo scivolati con la lingua dalle mammelle procaci agli ombelichi fino a raggiungere i peli del pube, accuratamente mascherati con stravaganti tatuaggi.
Ci siamo fermati un attimo per ammirare quei capolavori. I peli neri di Consuelo erano la barba sotto il viso di Che Guevara nella celebre immagine col basco e la stella rossa. Quelli di Rosita, più castani, i capelli sulla testa rovesciata di Jim Morrison.
Mentre guardavamo i tatuaggi, due violente frustate sulla schiena ci hanno ricordato il nostro dovere e, quando siamo arrivati alle grandi e piccole labbra, le femmine ci hanno ordinato di non usare le mani, ma solo la bocca e la lingua. Mamma mia, che fatica farle godere!
La bottiglia vuota è poi servita per un altro innocente giochetto. Le ragazze hanno parlottato tra di loro, poi Rosita ha detto qualcosa nell'orecchio di Loris, e lui mi ha spiegato che le ragazze volevano piantare degli aghi nelle nostre cappelle. In cambio, pensando di accontentare i nostri istinti sado-maso, si sarebbero fatte inculare con la bottiglia vuota.
Ero sorpreso e devo esserci rimasto male, perché Consuelo ha detto:
- Hey tu! Ci stai o non ci stai? Noi vogliamo emozioni forti, non siamo qui solo per scopare!
Ho guardato Loris come per cercare la sua approvazione e poi ho risposto:
- Certo che ci sto! Pensi che sia la prima volta, bambina? Abbiamo usato gli aghi decine di volte, ma questa è casa nostra! Perciò, prima la bottiglia in culo, e dopo gli aghi... chiaro?
Tutte e due sono rimaste piacevolmente stupite dalle mie parole, così autoritarie e sicure. Hanno subito accettato, si sono unte ano e sfintere con una pomata lubrificante e si sono fatte inculare con la bottiglia. Forse hanno anche goduto, non sono sicuro perchè, mentre Loris faceva il servizietto a Rosita, io sono andato in bagno e, col cellulare, ho chiamato la zitella della porta accanto. Le ho detto che avevamo dei ladri in casa e l'ho pregata di bussare con forza sui muri, gridando che avrebbe chiamato i carabinieri. Dopo 2 minuti, le ragazze erano già scappate con le loro valige, i loro aghi e tutta l'attrezzatura. Con le cappelle ancora integre, ci siamo fatti una canna e ci stavamo rilassando sul divano, quando è suonato il campanello. Erano i carabinieri... Cazzo, li aveva chiamati davvero!

FINE

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