• Pubblicata il:
  • Autore: LEONARDO M.
  • Categoria: Racconti fetish
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IL MATRIMONIO DI CELESTINO - parte 1

IL MATRIMONIO DI CELESTINO - parte 1 Ci sono certi silenzi, nella notte, che sembrano pieni di ombre, di ricordi, di un modo di essere preciso eppure disorientato. Sono silenzi solitari, attraverso i quali uomo si addormenta pensieroso o non si addormenta affatto. Celestìno M., nato nel 1982, bancario, 1 metro e 80 per 87 chili, quella notte non riuscì proprio a prendere sonno. Troppi pensieri affollavano il suo cervello, troppe cose erano andate fuori controllo in quella maledetta giornata. Cosa sarebbe accaduto se non avesse ceduto al desiderio di lei che voleva fare il viaggio di nozze a Parigi? Tutto era cominciato 27 anni prima. 27 anni perfettamente sotto controllo. Celestino era figlio unico. Il padre Pietro M., ex operaio, sperava che diventasse avvocato. Sia per riuscire a vincere la causa con l’azienda e intascare i soldi del trattamento di fine rapporto, sia per finire il rapporto con quella cozza di sua moglie e stabilirsi definitivamente a Cuba coi suoi due amici puttanieri: Gino B. detto “Lussuria” e Nando P., per gli amici, “Viàgra”!!! La madre Bruna L. invece, casalinga, soprannominata Brunètta per la sua straordinaria somiglianza con il noto esponente di Forza Italia, desiderava che facesse il pugile. Così avrebbe potuto riempire di mazzate quello stronzo del padre ogni volta, circa sette volte alla settimana, che rientrava ubriaco e le diceva che era una vacca! Ma Celestino non aveva il fisico adatto, e questa fu l’unica cosa in cui la mamma non riuscì ad addomesticarlo. Per tutto il resto, fu sempre suo allievo e, fin da bambino, si dimostrò precocemente saggio ed incline ai suoi ammaestramenti. La sua fu una gioventu spiccatamente auto-erotica, lontana anni luce dai pugni dei pugili, ma ricca di innumerevoli pugnètte!!! Lasciava macchie di sperma dappertutto, il padre se ne accorgeva e gli dava degli schiaffoni, finchè la madre non interveniva. Così, col passare degli anni, finì per attaccarsi come una piattola alla mamma e a diventare, come lei, sempre più pignolo e preciso. Quando, si iscrisse ad un Istituto Tecnico Commerciale, aveva già il culto dell’ordine. Evitava con cura di sciupare i vestiti, metteva i pantaloni a stirare sotto il materasso e lucidava da solo le scarpe, rivelando una preferenza quasi maniacale per le forme, specialmente le forme delle tette. CONTINUA

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01/08/2016 14:54

marc

TAVANATA GALATTICA E PATETICA!! STORIA INVENTATA ESILARANTE!

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