LA DOMINATRICE MILANESE - parte 3^

Quelle frustate non erano finte, facevano male! Non sapevo cosa pensare ma, visto che eravamo all'inizio, ho proseguito il gioco sado-maso di Manuela.
- Hey, chi ti ha autorizzato a farlo eiaculare? Qui sono io che decido, è chiaro... è chiarooo?
- Sì padrona E' giusto Maurino, ho ragione?
Mauro non parlava, allora la padrona gli ha preso l'uccello in bocca, stringendogli i testicoli. Mettendogli anche un dito nel culo, in pochi minuti, lo ha fatto sborrare.
- Lorettina, piccola puttana, questo ti è piaciuto?
- Sì padrona...
- Bene, adesso faremo qualcosa che non ti piacerà molto...
Mi ha tolto il guinzaglio ed ha sussurrato qualcosa a Ricky, che mi ha subito levato le mutandine rosse ed ha cominciato a leccarmi la figa da dietro.
- Come va? E' abbastanza bagnata? Non vorrei farle del male, però magari, chissà...
La mistress ha preso dal bagno un tubetto di gel lubrificante e lo ha spalmato sul manico della frusta. Mentre lui mi teneva alla pecorina, lei ha spinto il manico dentro la vagina senza tanti complimenti. Ha continuato a spingere dentro e fuori quel grosso arnese e, incredibilmente, mi piaceva un casìno!
- Ti piace anche questo? Allora sei proprio una piccola troia!
Con un cenno, ha ordinato a Ricky di lubrificarmi anche l'ano e di allargarlo con le dita. Dopo un po', ha sfilato il manico della frusta dalla figa e me l'ha messo nel culo. E' stato uno shock, ho urlato. Per pochi secondi, ho sentito dei forti brividi accompagnare gli spasmi dolorosi dello sfintere, ma poi sono stata investita da ondate di piacere lunghe e ripetute. Sono venuta una, due, tre volte, ululando come una cagna (del resto, avevo ancora il guinzaglio!). Vedendomi così, il membro di Ricky si era risvegliato. La padrona si è avvicinata a Mauro. Anche lui, forse controvoglia, si era di nuovo eccitato.
- Che mi dici Maurino, scommetto che non l'hai mai vista godere così tanto. Comunque non preoccuparti, adesso tocca anche a te.
Con due colpi di frusta sulla loro schiena, ha ordinato a Ricky e Mauro di infilare i loro cazzi duri nel culo e nella figa ancora caldi e dilatati. Quando la padrona ha dato l'ordine, entrambi hanno cominciato a pomparmi in sincronia. Impalata dai due uccelli, mi sentivo come un sandwich, però godevo... ancora godevo. Lei mi ha afferrato la testa e mi ha baciato sulle labbra.
- Forza schiavi! E' ora di concludere!
Io ero completamente partita, vibravo e gridavo in preda ad un orgasmo infinito. Obbedienti, tutti e due hanno spinto i loro membri ancora più forte dentro vagina e sfintere che, quasi uniti tra loro, li facevano strofinare l'un l'altro. Poi, ansimando, mi hanno riempita di sborra calda ed appiccicosa.
La dominatrice li ha immediatamente frustati per allontanarli. Mentre io, stremata, cercavo di scendere dal letto, lei mi ha spinto indietro.
- Non abbiamo ancora finito, piccola puttana...
Ha posato la frusta sul pavimento, ha sorriso, è salita sul letto e mi ha leccato figa e culo per raccogliere ogni goccia dello sperma che colava fuori. Poi mi ha costretto a fare altrettanto, con lei a cavalcioni sopra la mia faccia.
Altri dieci minuti e tutto era finito. Doccia, divisione delle spese, saluti e baci.
Più tardi, quando mi accompagnato a casa in macchina, ho detto a Mauro che era stata un'esperienza fantastica, l'ho ringraziato e l'ho baciato con passione. Ero entusiasta ed avrei voluto parlare a lungo, ma lui ha detto che era stanco e ci siamo salutati.
Il giorno dopo, alle 7,45, mi ha chiamato sul cellulare e ha detto che non voleva vedermi mai più. Per settimane ho provato a telefonargli, ad incontrarlo, sono andata anche a casa sua, ma... niente da fare. Che tristezza!
Nel frattempo, Manuela è tornata a Milano. Così io, per non sentirmi troppo sola, mi sono messa con Ricky!

FINE

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