LA SEGRETARIA INNAMORATA (III PARTE)

I giorni passavano con continui momenti furtivi di intimità nelle ore di lavoro, per ora non volevo ancora passare a situazioni più "complete" perché volevo crearle una totale dipendenza, volevo che si fidasse di me al 100%. Era perdutamente innamorata di me, avrebbe fatto qualunque cosa...decisi quindi di calcare la mano per vedere se fosse realmente destinata ad essere totalmente alle mie dipendenze. Cominciai prima esprimendo piacere sul fatto che indossasse un certo tipo di abbigliamento piuttosto che un altro, poi cominciai a creare circostanze di imbarazzo in pubblico: un giorno le dissi di venire con una minigonna molto corta che le avevo visto in foto su un social network, dicendole che stando seduta alla scrivania tutto il giorno non le avrebbe creato molto imbarazzo. Aggiunsi la pretesa, pena la totale sospensione del nostro rapporto, di non indossare le mutandine. In un primo momento si rifiutò, le mandai quindi un messaggio la sera stessa dicendole che se l'indomani non mi avrebbe accontentato non solo sarei tornato professionale e distaccato, ma le avrei reso la vita impossibile in studio. La mattina dopo la vidi arrivare con la minigonna, camminando in modo un po' goffo, cosa che mi fece pensare che forse la mia richiesta fosse stata assecondata. Ma volevo una conferma. A differenza di altre mattine non si alzò mai dalla scrivania se non per cose indispensabili. La chiamai nel mio ufficio e le feci chiudere la porta. "Passa di qua, hai visto la mail che mi è arrivata dal fornitore della cancellaria?" Una volta accanto a me, senza staccare gli occhi dal monitor, le misi una mano in mezzo alle cosce ed ebbi la piacevole conferma: era senza mutandine. Approfittai per massaggiarla un po', tanto per farla bagnare quanto bastasse. Poi guardai l'orologio e con immensa soddisfazione le dissi di seguirmi in stanza del titolare. "Ah cara Patrizia!" esordì Stefano "entra entra...Giorgio mi parla molto bene di te, siamo felici di aver inserito un'ottima collaboratrice!" "Grazie Dottore" rispose Patrizia arrossendo "Stefano ti ricordi quel discorso di riorganizzazione dell'archivio di cui parlavamo?" dissi io interrompendo i ringraziamenti di Patrizia "oggi pomeriggio consegnano il nuovo mobile, sarebbe il caso di chiedere a Patrizia di riordinare tutti i faldoni nella stanza dei ragazzi, non credi?" "Certo Giorgio, ottima idea, procedete subito" Accompagnai Patrizia nella stanza dove era il mobile con tutti i raccoglitori, 3 metri e passa di altezza per oltre 5 di lunghezza, mobile situato esattamente difronte alle scrivanie di tre collaboratori. Presi la scala e la misi li accanto e guardai Patrizia con un sorriso sarcastico.... "prego Patrizia, comincia da quelli più in alto, se vuoi puoi farti aiutare da Adriano". Era viola....se avesse potuto mi avrebbe ucciso li sul momento. La ragazza sembrava essere sul punto di tornare alla sua scrivania. "Ti ricordi che ieri......ne avevamo parlato vero?" Sospirò, rassegnata...e salì sulla scala. Dalle scrivanie avrebbero visto tutto, il problema non sarebbe stato tanto dei due stagisti Emiliano e Gianluca, due ragazzi suoi coetanei un po' fregnoni e impacciati...ma Adriano. Adriano non era visto di buon occhio da Patrizia. Divorziato, 56 anni mal portati, sempre con due-tre chat aperte in cerca di ragazze e donne romene da scoparsi, insomma il classico "vecchio porco viscido". Ogni tanto passavo a guardarli con la scusa di assicurarmi che l'ordine fosse rispettato in base a determinati criteri. Patrizia nonostante stesse a gambe strettissime e un po accovacciata, lasciava intravedere TUTTO. Adriano aveva la bava alla bocca, una notevole erezione era accentuata da continui massaggi al cazzo che si stava facendo...praticamente si stava masturbano a un metro scarso da lei. Mi lanciava delle occhiate che non dimenticherò mai....tuttavia ero orgoglioso di avere un totale controllo su di lei. Avvicinandomi molto avvertii l'odore degli umori che le provocai nella mia stanza quando cominciai a masturbarla. Era indifesa, completamente nuda tra un sadico di cui era innamorata e un viscido porco che l'avrebbe stuprata in una porcilaia. Finito il lavoro venne nella mia stanza, mi complimentai con lei per l'ottimo operato senza perdere l'occasione di saggiare nuovamente la sua umida reazione. "Vieni con me, ti faccio sentire una cosa" uscimmo dalla stanza e ci avvicinammo alla porta del bagno "ssshh...fai piano" le sussurrai "senti questo rumore, avvicinati alla porta....sai cos'è??" titubante avvicinò l'orecchio alla porta "no....non capisco" rispose lei... "E' Adriano che si sta masturbando su di te." Sgranò gli occhi, inorridita "credimi, conoscendolo mi stupisco che non lo abbia fatto prima con te davanti". Tornammo nel mio ufficio, chiusi la porta e la baciai con ardore e passione "Brava amore mio...brava, ora ti chiedo una cosa e devi rispondermi sinceramente" le infilai una mano sotto la maglietta toccandole il seno "eri spaventata, ti ho vista...ma hai provato piacere prima sulla scala a sentirti desiderata cosi tanto?" Restò in silenzio, stava per rispondere ma la interruppi mettendole l'altra mano in mezzo alle cosce "a me ha dato piacere vederti desiderata...è quello che merita una bella ragazza come te, essere al centro delle attenzioni, desiderata......allora, ti ha dato un po di piacere?" "si" rispose lei lasciandosi andare "brava amore mio, io voglio solo che tu possa provare piacere, io voglio solo che tu abbia le giuste attenzioni...ma non farei mani nulla che possa metterti in pericolo, ti fidi di me amore mio?" rincarai a quel punto la dose facendole avere l'ennesimo orgasmo furtivo nell'ufficio... "si Giorgio, faccio tutto quello che vuoi, sono tua...." e via con l'ennesimo lago di umori. Alcuni giorni dopo decisi che era il momento di cominciare a "sdebitarsi". Dovevo giocarmela bene, dovevo darle l'ennesima conferma che c'era un sentimento vero da parte mia, che volevo il suo piacere e il mio indistintamente. Cazzate...stavo solo costruendo la mia figura di punto di riferimento assoluto, distruggendo la sua dignità e la sua capacità di prendere decisioni. Così le diedi appuntamento una sera dopo cena mettendo la scusa del lavoro a mia moglie, la passi a prendere verso le 22.30 per andare in un locale a bere qualcosa. La sera trascorse con sorrisi e battute varie, sembravamo due che escono per conoscersi in vista di una frequentazione sentimentale. Tornando alla macchina, parcheggiata in un vicolo poco illuminato, le aprii la porta del lato passeggero con suo stupore. "Che cavaliere che sei" disse lei sorridendo. Solo che non richiusi la portiera ma feci due passi verso di lei, mi slacciai i pantaloni e tirai fuori il cazzo: "prendimelo in bacca" dissi con tono deciso "sono tre settimane che ti faccio godere, comincia a sdebitarti" rimase di stucco...impietrita "allora? che hai deciso? succhiami il cazzo, adesso" "ma come...qui...per strada....se passa qualcuno?" rispose impaurita. Mi abbassai, la fissai senza dire nulla. "scommetto che non li fai da una vita, neanche vogli guardarti che senno' mi fai solo incazzare....fammi questo pompino o torni a casa a piedi" e mi appoggiai nuovamente al tettuccio della macchina accendendomi una sigaretta. Lo prese in mano, si avvicinò e cominciò a leccarlo e baciarlo....non era male...non era niente male, probabilmente era una di quelle che nella comitiva tutti prendono in giro perché non si scopa regolarmente nessuno e quindi le poche volte che le capita qualcosa si impegna molto per non sfigurare troppo. Continua questo profondo e umido pompino, usando sapientemente mani e bocca...talmente bene che dopo alcuni minuti non ho potuto fare a meno di sborrarle in bocca con potenti e prolungati schizzi che, ad essere onesti, è riuscita in parte a trattenere, sputando poi fuori dalla macchina. Appagato e soddisfatto, mi rivesto, salgo in macchina e partiamo. Mentre le metto una mano sulla coscia per farle due carezze comincio a complimentarmi con lei "mi ha stupito...hai un dono, fai dei pompini fantastici! Ero sicuro che fossi goffa e impacciata....per carità, puoi e devi migliorare...ma per essere probabilmente una delle prime volte hai una cazzo di dote!" Con un accenno di sorriso che mal nascondeva l'imbarazzo, mi ringraziò, chiedendomi su cosa dovesse migliorare. "e' solo il primo che mi fai amore mio...sai quanta esperienza ti faro' fare? tranquilla...diventerai la più brava di tutte.....e poi sinceramente mi aspettavo una resistenza maggiore da parte tua, mi hai fatto un pompino in mezzo alla strada quasi senza batter ciglio....lo sai che neanche le puttane che battono lo fanno con questa scioltezza?" Sorrise nuovamente....ci fermammo ad un semaforo, la guardai intensamente "ecco cosa sei...la MIA PUTTANA, amore mio....." e la baciai intensamente. (continua)

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