• Pubblicata il:
  • Autore: KATIA ALTAMURA
  • Categoria: Racconti mature
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PIZZA E SALSICCIA- secondo tempo

PIZZA E SALSICCIA- secondo tempo

Altro preservativo, altro giro. Mi sono messa di nuovo a smorza-candela porgendogli i seni sulla bocca. Ancora una volta ero io a scopare lui e, avendo eiaculato da poco, la cavalcata prometteva di essere lunga e piacevole.
Ero già infoiata da troppo tempo, quindi sono venuta rapidamente. Sudavo, ansimavo e dicevo:
- Non azzardarti a sborrare finchè non te lo dico io...
Povero portapizze, stuprato, vilipeso, non parlava mai, ma stavolta durava, eccome se durava! Succhiava i capezzoli puntuti come un bambino da allattare, però mi massaggiava i glutei e, con un dito, sfiorava audacemente il mio buco del culo.
- Forza giovane, è il tuo momento... capisc' a'mme!
Ha introdotto il medio e poi l'indice muovendoli avanti, indietro ed in circolo. Ha pompato col cazzo e ravanato con le dita per altri dieci minuti senza sosta. Dopo altri due orgasmi, sentivo la figa bollente, il sedere bruciava ed ero sazia.
- Ok giovane, svuota tutta la sborra che tieni ancora nelle palle...
Aveva la faccia così rossa che temevo gli venisse un infarto. Per agevolarlo, gli ho accarezzato i testicoli contratti e, poco dopo, è venuto pure lui.
Avevamo appena finito di rimettere in ordine e rivestirci, comprese un paio di mie mutandine per decenza, quando è arrivato Bruno.
- Ooooh, finalmente! Avevo ordinato due pizze che, nel frattempo, si sono freddate. Una alla salsiccia ed una alla rucola. Io ho solo banconote da 50, il ragazzo non ha il POS e non ha abbastanza resto. Ce li hai 12 euro spicci?
- Certamente...
L'ha pagato e riaccompagnato alla porta.
- Scusi sa, stasera mi si è bloccata l'automobile... ci perdoni se l'abbiamo fatta aspettare...
- Non si preoccupi.... è stato un PIACERE!
Mentre il mio partner raccontava della sfiga con la macchina, ci siamo messi a tavola. D'estate, le pizze si mangiano volentieri anche fredde. Lui la sua alla salsiccia, io la mia alla rucola.
- Ma la salsiccia dov'è?
- Aaah sì, hai ragione. Quella l'ho mangiata io aspettandoti. Ti dispiace?
- No, figurati...
Mi scappava da ridere. Non volevo tradirlo, eppure l'avevo fatto. Intanto il top aderente fasciava le mie tette, ancora eccitate dai recentissimi orgasmi.
- Tesoro, i tuoi capezzoli sono dritti come pungiglioni! Ti va di fare sesso? E' un po' che non lo facciamo...
Cosa potevo rispondere? Eeeh, la vita è così. Certi giorni troppo e certi giorni niente.
Mi ha abbracciato, ha levato le mutandine ed ha afferrato il mio culo nudo. Mi ha fatto sdraiare sul divano ed ha messo un po' di musica sinfonica, leccandomi il clitoride e l'ingresso della vagina al ritmo del "Notturno" di Chopin.
- Cazzaròla, ce l'hai gonfia e calda come un forno. Sento perfino odore e sapore di lubrificante. Ma ti sei unta da sola?
- Sì, non vedevo l'ora che tu tornassi e mi sono masturbata col gel della Akuel.
Pensavo: "E meno male che, per precauzione, io ed il portapizze avevamo usato i profilattici. Altrimenti avrebbe sentito odore e sapore di sperma!"
Durante la lunga ed esperta leccata, sono venuta un'altra volta piuttosto velocemente. Allora Bruno ha spinto il suo cazzo eretto nella mia bocca, fino in fondo. L'ho succhiato lentamente, senza fretta, cullata dalla musica dolce e rilassante. Poi, sempre lentamente, gli ho infilato un dito in culo finchè non ha goduto anche lui. Non so perchè, ma lo sperma degli emiliani mi fa ingrassare... sa di lasagne, però mi piace.

FINE

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09/11/2016 15:26

mirko

che sia vera la storia del porta pizze , non ci credo !! Una storia inventate ma nel complesso intrigante!!

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